aniti

Aniti e la follia dell’Innovazione sociale

Ho amato fino alla follia, ma ciò che gli altri chiamano follia per me è l'unico modo di amare. (Françoise Sagan)

Scegliere di occuparsi di innovazione sociale è una sfida complessa, figlia di ambizioni legittime che rispondono a insoddisfazioni, spesso frustranti, di tutte le generazioni che compongono la nostra Società. Le varie correnti di pensiero, individualiste, umaniste, anarchiche, socialiste libertarie, mutualistiche, liberaliste e così via hanno affrontato e proposto sfide ambiziose di innovazione sociale, spesso in forte conflitto ideologico tra di loro. In un suo lavoro, A Passo di Gambero, Umberto Eco esplicita quello che ritiene essere il momento storico attuale "...sembra che la Storia, affannata per i balzi fatti nei due millenni precedenti, si riavvoltoli su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero". Agire controcorrente nel fiume-storia a molti fatalisti di natura può sembrare folle.

 

Leggi tutto

Due o tre cose che so di loro

Giancarlo Sciascia, community manager della Fondazione Ahref, racconta l'Associazione Aniti.

Cominciamo dalle persone e procediamo per cerchi concentrici. Aniti è prima di tutto un gruppo di lavoro. Una dozzina di pionieri, tutti giovani e competenti, animati da un fuoco sempre acceso, ventiquattrore al giorno: restare nella loro terra e ingegnarsi per migliorarla. Come? Con un lavoro umile e sofisticato al tempo stesso. Una polifonia che tiene insieme:

  • La rigorosa ricerca transdisciplinare per conoscere le migliori pratiche pro-sociali che hanno prodotto vantaggi tangibili in altre comunità nazionali e oltre.
  • La conoscenza della Calabria e delle vocazioni territoriali in ogni ambito iperlocale; l'ascolto attento degli attori sociali e delle istituzioni per mappare criticità e opportunità inespresse.
  • La formazione continua per facilitare con cognizione di causa percorsi di innovazione sociale capaci di applicare in modo adeguato la ricerca condotta ai vari contesti locali.

Leggi tutto

In Calabria si può, in Calabria si deve

I ragazzi di Aniti vogliono mettersi al servizio di questa terra per cambiarla e migliorarla attraverso modi alternativi di fare economia, società e comunità

Mi piace introdurre l'importanza, la necessità e l'utilità dell'attività di innovazione sociale svolta dall'Associazione Aniti partendo dalle due parole dialettali che Vandana Shiva, teorica dell'ecologia sociale, ha usato per introdurre nell'aula magna dell'Università della Calabria la sua interessante lectio magistralis dopo la laurea ad honorem in Scienze della Nutrizione: cangia capu.

È proprio così, bisogna cambiare mentalità, modificare l'approccio culturale circa l'individuazione dei problemi e la ricerca delle possibili soluzioni. Conosco la maggior parte dei giovani dell'Associazione Aniti, già studenti del corso di laurea in Discipline Economiche e Sociali per lo sviluppo e la cooperazione, perché hanno frequentato il corso di Agricoltura e politiche rurali, da me tenuto presso l'Università della Calabria.

Leggi tutto

Aniti, che scoperta!

Da tre anni, ogni metà giugno, vado in Calabria. C'è Trame, il primo Festival dei libri sulle mafia, un evento che mi ha permesso di conoscere una realtà che mi è 'lontana', più che geograficamente per lo meno mentalmente. Vado a lavorare la per una settimana e mi occupo della comunicazione sul sito e di tutta la parte social.

Ogni anno sono affiancata da un grande numero di volontari. Volontari che hanno sempre un sacco di cose da insegnarmi sul mondo che vivono tutti i giorni in Calabria. Spesso mi sono domandata come, un territorio così ferito dalla mafia, che ha rallentato e messo a tacere tante belle idee, avrebbe dato loro l'opportunità di coltivare un progetto di vita e professionale.

Leggi tutto

© 2012 Associazione ANITI - Impresa Sociale - Sede Legale Via G. Spagnolio n.30 - 89128 Reggio Calabria - Partita IVA n. 02735380806
loghi normativa