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Aniti, che scoperta!

Da tre anni, ogni metà giugno, vado in Calabria. C'è Trame, il primo Festival dei libri sulle mafia, un evento che mi ha permesso di conoscere una realtà che mi è 'lontana', più che geograficamente per lo meno mentalmente. Vado a lavorare la per una settimana e mi occupo della comunicazione sul sito e di tutta la parte social.

Ogni anno sono affiancata da un grande numero di volontari. Volontari che hanno sempre un sacco di cose da insegnarmi sul mondo che vivono tutti i giorni in Calabria. Spesso mi sono domandata come, un territorio così ferito dalla mafia, che ha rallentato e messo a tacere tante belle idee, avrebbe dato loro l'opportunità di coltivare un progetto di vita e professionale.

Così quest'anno è successo che ho incontrato Francesco, un ragazzo che ha proposto all'organizzazione del festival una collaborazione con TIMU, una piattaforma che raccoglie il diario di chi contribuisce all'informazione civile. L'ho incontrato per farmi raccontare come potevamo essere utili e ho scoperto molto di più.

È stato un incontro inaspettato, ho scoperto Aniti e con l'Associazione anche tutto l'entusiasmo per le cose fatte bene. Fatte bene e fatte per creare futuro in una terra complicata ma che ha persone e cervelli in movimento.

Da questo incontro sono emerse idee e possibilità per il futuro e spero di tornare a scrivere di questo la prossima volta, di come la ragazza emiliana che torna ogni anno in Calabria a fare del suo meglio per un progetto in cui crede, sia stata accolta da Aniti e abbia potuto trasformare in realtà la sua idea un po' pazza.

* Freelance fondatrice di parlabenedite.it

 

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