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LE NEWS |

    • LE FOTOIDEE VINCITRICI

      LE FOTOIDEE VINCITRICI

      07.09.2015, Maria Dodaro

      Sono 39 le idee che hanno partecipato al Concorso di Idee per gli spazi inutilizzati di Borgia. Ecco quelle vincitrici!
      VALUTAZIONE PARTECIPATA

      VALUTAZIONE PARTECIPATA

      27.05.2015, Alessia Tenuta

      I partecipanti del Laboratorio Territoriale del Reventino hanno espresso le loro opinioni attraverso un questionario on line.
    • LA VALUTAZIONE PARTECIPATA

      LA VALUTAZIONE PARTECIPATA

      19.02.2015, Mario Coscarello

      Com’è andata la prima fase del Laboratorio della comunità di Arcavacata? Ecco quello che è emerso dai questionari!
      ANITI ED IL FORUM DEL TERZO SETTORE

      ANITI ED IL FORUM DEL TERZO SETTORE

      16.09.2014, Tiziana Crispino

      Le opportunità di RisorgiMenti.Lab al servizio di una tra le più importanti organizzazioni sociali italiane
    • SOCIAL INNOVATION LAB DEL REVENTINO

      SOCIAL INNOVATION LAB DEL REVENTINO

      06.04.2014, Tiziana Crispino

      Dagli scatti fotografici dei luoghi del territorio alla progettazione partecipata per una Mappa di Comunità
      SECONDO INCONTRO LABORATORIO DEL REVENTINO

      SECONDO INCONTRO LABORATORIO DEL REVENTINO

      23.03.2014, Tiziana Crispino

      Dagli scatti fotografici al confronto creativo
    • BORGHI ATTIVI PER RINASCERE DOPO IL TERREMOTO

      BORGHI ATTIVI PER RINASCERE DOPO IL TERREMOTO

      14.10.2014, Tiziana Crispino

      Partecipare per far ripartire una comunità ferita
      INDICATORI 3W

      INDICATORI 3W

      09.10.2014, Alessia Tenuta

      Dalla Germania arrivano le tre dimensioni del benessere: economia, ecologia e ricchezza sociale
    • OSSERVATORIO PERMANENTE A MILANO

      OSSERVATORIO PERMANENTE A MILANO

      01.10.2014, Alessia Tenuta

      Indagine sulla qualità della vita che l'associazione MeglioMilano compie da 23 anni
      WIKIPROGRESS

      WIKIPROGRESS

      01.10.2014, Alessia Tenuta

      La piattaforma lanciata nel 2009 dall'OCSE per la condivisione di informazione sul concetto di benessere.
    • Rapporto STIGLITZ-SEN-FITOUSSI

      Rapporto STIGLITZ-SEN-FITOUSSI

      01.10.2014, Alessia Tenuta

      La commissione delinea le 12 raccomandazioni utili per descrivere il benessere in tutte le sue dimensioni.
      RAPPORTO IARES.BENESSERE SOCIALE IN SARDEGNA

      RAPPORTO IARES.BENESSERE SOCIALE IN SARDEGNA

      01.10.2014, Alessia Tenuta

      Un esempio metodologico per misurare la qualità della vita e il benessere sociale in Sardegna.
    • UN TERREMOTO E AUMENTA IL PIL

      UN TERREMOTO E AUMENTA IL PIL

      14.10.2014, Alessia Tenuta

      Su La Repubblica, l'articolo di Stefano Sylos Labini e Giorgio Ruffolo sull'inadeguatezza del PIL come indice di benessere
      LA FORZA RIFORMATRICE DELLA CITTADINANZA ATTIVA

      LA FORZA RIFORMATRICE DELLA CITTADINANZA ATTIVA

      08.07.2013, Tiziana Crispino

      Aniti in ascolto del Prof. Cotturri al seminario organizzato dal Dipartimento di Sociologia e Scienze Politiche dell'Università della Calabria.

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  • CITTADINANZA ATTIVA.LAB
    Partecipa alla narrazione delle storie della tua Comunità. Cinuria dà voce ai cittadini in Calabria
 
La città senza mura

La città senza mura

"Una città senza mura” è una metafora e una visione. Nella mente dei tanti cittadini di Lamezia Terme, rom e non rom (gagé), il campo rom Scordovillo simbolizza la rappresentazione di un luogo che incarna vissuti, sentimenti, relazioni umane, difese, ansie e paure vicendevoli di due comunità che da decenni abitano nella stessa città. È anche il titolo dato al progetto, finanziato dalla Fondazione CON IL SUD, e realizzato a Lamezia Terme da una rete di organizzazioni sociali, radicate sul territorio, che da tempo svolgono attività insieme ai rom. Un progetto è una scommessa, un obiettivo su cui qualcuno sceglie di puntare: c’è chi propone, chi finanzia, chi realizza, chi viene coinvolto successivamente. Abbiamo scommesso che i giovani lametini rom e non rom possono diventare costruttori di cittadinanza per essi stessi e per l’intera comunità. Siamo partiti dai giovani e coi giovani, consapevoli che il futuro di questa città sarà loro. Li abbiamo affiancati in un percorso di riconoscimento reciproco, dove fosse possibile esprimere i pregiudizi e i preconcetti culturali che ognuno porta con sé, rielaborare le esperienze fatte e darne dei nuovi significati tramite il confronto tra pari, superando ciascuno le proprie resistenze e paure. I giovani rom e gagé, pur essendo della stessa città, avevano esperienze, frasari, storie diverse tra loro. Per i giovani rom, provenienti da vissuti di esclusione e di impoverimento culturale e sociale, è stato fondamentale il venire messi in grado di acquisire pian piano “le parole” e di sviluppare l’esercizio delle proprie capacità; per i giovani gagé invece, provenienti da contesti culturali restii e difensivi nei confronti di minoranze come quelle rom, vi è stato bisogno di fare esperienze in prima persona che li aiutassero a modificare delle rappresentazioni sociali introiettate e a ri-costruire nuovi schemi interpretativi frutto degli apprendimenti dall’esperienza diretta. Noi operatori del progetto abbiamo capito che se nella prima fase gli interventi di mediazione sono stati importanti per garantire quei processi di negoziazione, di reciproco empowerment e di fiducia, a un certo punto andava compiuto un passaggio successivo di disintermediazione, cioè fare in modo che i giovani instaurassero un rapporto più diretto tra di loro. Insomma, lasciarli alle rispettive responsabilità individuali e sociali. Il rischio altrimenti è quello – e ai gruppi che si fanno carico della “questione rom” spesso accade – di sostituirsi e perpetuare forme assistenzialiste e meccanismi di dipendenza, mentre invece diviene necessario fare leva sulle loro capacità di emancipazione e sulle loro innumerevoli possibilità di concorrere a produrre a loro volta beni a vantaggio della collettività. “Una città senza mura” ha visto la realizzazione di alcune attività importanti e necessarie, come gli inserimenti lavorativi delle persone rom, la creazione di attività imprenditoriali, la mediazione culturale nella città o gli interventi di animazione nelle strade e nelle piazze, i laboratori di interazione civica, i percorsi educativi con genitori e insegnanti, i viaggi nazionali e internazionali e altro ancora. In aggiunta e in particolare, il progetto ha rappresentato la messa in atto di processi che hanno mobilitato persone, istituzioni, gruppi e organizzazioni determinando nuove forme di alleanze e strategie d’insieme. Esso ha facilitato l’incontro tra attori locali, reti solidali esistenti e ne ha promosse di nuove. Non senza fatiche, ha sviluppato azioni e pratiche di capacity building in individui, gruppi e reti. Abbiamo lavorato alla creazione di connessioni di reti solidali, intendendo per queste non solo quelle sociali, ma anche quelle del mondo delle imprese, delle istituzioni, dei gruppi sportivi e tanti altri. Per quanto competenti possano essere certe organizzazioni, esse potranno difficilmente sostituirsi a una città, né tantomeno pensare di poter risolvere da sole questioni ataviche e complesse come quelle della convivenza tra rom e gagé nelle nostre comunità. Diamo qualche numero per comprendere la dimensione dell’intervento attuato: 58 realtà cittadine (gruppi, imprese, associazioni culturali e sportive, parrocchie, scuole, ecc.) si sono messe in rete. Oltre 1000 persone si sono coinvolte nelle varie attività, in 6 quartieri della città. La costruzione e la connessione di reti solidali complesse ha costituito uno sforzo innovativo da parte dei diversi soggetti in quanto sono stati stimolati ad assumere modalità adattive al fine di rendere possibile la collaborazione anche con quelli con cui non erano abituati a operare, o non ne condividevano del tutto gli obiettivi. Il progetto, oltre a connettere reti ha costruito ponti, e non semplicemente tra le due comunità rom e gagé ma anche tra quelle tre comunità trasversali che Aldo Bonomi chiama di rancore, operosità e di cura. Gli interventi hanno generato energie e rimesso in moto soggetti i quali, soprattutto, hanno riflettuto sulle questioni ritenute prioritarie dalla Strategia nazionale di inclusione dei rom sinti e camminanti (2012-2010), e in particolare hanno delineato proposte relative all’abitazione, all’istruzione e all’accesso al lavoro. Attraverso processi partecipativi il progetto ha sperimentato nuove forme di cittadinanza e di autorganizzazione. Queste sperimentazioni consegnano alla città di Lamezia Terme nuovi legami di comunità da far continuare, crescere e svilupparsi. Narrare un progetto è narrare una storia fatta di persone, di luoghi, di racconti, di aneddoti, di negoziazioni, di pensieri che aprono al futuro. Ebbene sì, perché un progetto deve lanciare pensieri alla città futura dove lo si realizza, alle persone che ci hanno investito o ne sono state interessate, a chi è incuriosito di processi di innovazione e modalità di lavoro collettivo. Il progetto apre alla speranza. Proprio come diceva Massimo in platea nel convegno di chiusura: «Noi giovani abbiamo tolto qualche mattone a quelle mura!». E noi tutti sappiamo che le città apprendono dalle esperienze vissute collettivamente, anche procedendo a piccoli passi, se ne fanno memoria, se innescano modalità capaci di far evolvere processi virtuosi, se noi tutti abbiamo una giusta resilienza per continuare a orientare le azioni di cambiamento. Il progetto è formalmente concluso, ma la responsabilità che Comunità Progetto Sud sente di avere nei confronti di tutte le persone coinvolte li incoraggia a continuare affinché i processi attivati non cadano nel vuoto. Il prossimo obiettivo è quello di sostenere la Scuola Calcio Rom Lamezia consentendo attraverso una piccola raccolta fondi di far partecipare la squadra al campionato autunnale.


Ulteriori Informazioni

  • organizzazione: Comunità Progetto Sud Lamezia Terme
  • email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • referente: Dott.ssa Saraceni Isabella

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  • Associazione Santi Pietro e Paolo
  • Comune di Carlopoli
  • Comune di Decollatura
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