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LA COMPAGNIA DEL SORRISO

LA COMPAGNIA DEL SORRISO

23.05.15, Manuela De Franco

Inclusione sociale beneficenza ed integrazione tra scuola e famiglia

Un’idea nata dalla passione per il teatro, ma anche dal desiderio di ribaltare i luoghi comuni sul quartiere di “via Popilia” zona periferica della città di Cosenza e nota ai più per episodi di delinquenza, e ribadire con orgoglio l’appartenenza al territorio.

E’ l’esperienza delle mamme alla ribalta della Compagnia teatrale del Sorriso, un gruppo teatrale amatoriale, coordinato da Luisa Cinelli, un’insegnante di inglese che si occupa anche di regia, nato nel 2008 , nell’ambito di un progetto PON avviato nel VII circolo didattico di via Giulia. Il progetto era sorto per avvicinare le mamme alla scuola attraverso il teatro vissuto ed interpretato dai piccoli alunni della scuola elementare di via Giulia, con il tempo, la passione ed il desiderio di mettersi in gioco delle 17 donne, oggi 16, dopo la morte di una di loro,a cui dedicano gli spettacoli, oggi prosegue in autonomia.

La peculiarità della Compagnia del sorriso è data dal fatto che dalle attrici alla regista sono tutte donne casalinghe e ragazze del quartiere di via Popilia. Tre le commedie portate in scena dalla Compagnia del Sorriso, diventate dei piccoli cult: “Biancaneve e i 4 nani” (rappresentato ben 11 volte), rivisitazione in vernacolo della celebre fiaba dei fratelli Grimm; “Nobili e povaromi”, rappresentato 4 volte e modellato su “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta e, infine, “Giulietta e Romeo” che ha riproposto il cavallo di battaglia di Shakespeare, cucinato in salsa cosentina.

La Compagnia del sorriso non si avvale di maestranze esterne, ma si occupa anche degli aspetti tecnici degli allestimenti: dalle scene ai costumi, dalle coreografie, alle musiche, alle luci. Tutto all’insegna del fai da te, affidato all’entusiasmo ed alla partecipazione volontaria delle donne del gruppo teatrale. E’ sempre Luisa Cinelli che spiega come si sia appassionata al vissuto personale delle mamme-attrici. Un vissuto non facile da gestire e da capire, considerata la loro estrazione sociale. “Mi sono incuriosita, ho trovato di fronte a me un bacino ricchissimo, fatto di donne spesso molto sole e con le quali ho avviato un rapporto di auto-mutuo soccorso che ha finito per contagiare anche me. Ora si è creata una bellissima rete sociale che in una società dove prevalgono gli individualismi è il sintomo di un agire controcorrente che funziona e dà buoni risultati.”

La regista ha definito le 16 donne “valchirie con la leggerezza di una farfalla”, questa sera festeggeranno alle ore 20,30, nella Sala “Quintieri” del Teatro “Rendano”, il primo anno di attività da quando la compagnia è diventata, a tutti gli effetti, un’associazione culturale. La compagnia non solo si autofinanzia, ma devolve ciò che incassa in beneficenza, un esempio di inclusione sociale da seguire, che diverte chi ne è artefice, facendogli dimenticare i disagi di una vita vessata dalla crisi economica e dalle mille difficoltà del vivere quotidiano in famiglia.

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